non è antipolitica. è arte

maggio 24th, 2012 § Lascia un commento

una volta un tizio chiamato  dalla scuola di giornalismo ad insegnaci qualcosai disse. un buon reporter prende sempre i mezzi pubblici. “in metropolitana si tasta il polso della gente, cosa pensa, che umori ha” diceva convincendoci. io dopo quella lezione ho continuato a prendere i mezzi pubblici. più che per convinzione, per necessità. e confesso di non aver mai imparato nulla dai miei compagni di viaggio, tappati nelle orecchie da tamponi a 100 decibel, coi capi ricurvi sui cellulari, quasi mai libri o giornali, poco inclini a parlare o esprimersi, se non una loro propensione inesplicabile per il consumo di aglio, per cui

ho un’intolleranza da conte vlad. fino a stamattina, quando questa gigantografia di monti bambino nella stazione metro vittorio emanuele di roma, conciata da qualche mimmo rotella redivivo, mi ha appagato di anni di inutili ricerche sul campo.

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#allegorie. guardate il #mercato. guardatelo.

maggio 21st, 2012 § Lascia un commento

l’indice degli esperti di mafia oggi è crollato vertiginosamente, ma si attende un rimbalzo tecnico nelle prossime ore. ecco oggi la bolla dei geologi. mentre le tesi complottiste sono al secondo rialzo bulgaro consecutivo e si confermano un investimento sicuro.

sull’orlo. si ammazza la noia, il tempo, una discussione

maggio 6th, 2012 § Lascia un commento

nel bicchiere pessimo rum. sui bordi parole strascicate, stanno lì in bilico, giusto per non cadere nell’imbarazzo. l’occhio gira intorno. e va senza senso fino a fermarsi su quattro dita che tengono un iphone bianco. anello spesso argento. spicca di contro il nero di un filo spinato, attorcigliato sulle dita, e poi giù sul braccio, spesso, muscolo. e ancora più su bianco di polsino. e ancora nero di giacca, buona sartoria.

lo sguardo perso s’incuriosisce, s’attiva, e scruta la figura di un ragazzo di vent’anni, barba folta come le ciglia, sguardo corrucciato fermo sullo schermo. tocchi invisibili e di grande interesse lo astraggono dal resto. la conversazione intorno a lui scema, tocco dopo tocco. lui ancora immobile, come morto. e intorno a lui gente morta. nella stessa posizione. stesso capo ricurvo. stesso sguardo perso e attento. stesso viso artificialmente illuminato. guardo la scena. i minuti passano e niente si muove, tranne un batter cadenzato di ciglia, freddo, distratto, inumano.

sono annoiati. fottuti. per me ora, viziato da pessimo rum, sono morti. credo che niente possa salvarli. non il latte macchiato che intanto si fredda davanti ai loro schermi touch. no, no sicuro. finisco il mio rum consapevole di essere fottuto a mia volta. parole spente sull’orlo del bicchiere. cadute più in basso da una condizione senza grazia.

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l’attesa trascende la sala

maggio 4th, 2012 § Lascia un commento

sala d’attesa d’ospedale di un anonimo paesino lucano. ore 7.00. come ci sono finito qui non è dato sapere. seduto come me un anziano signore legge un giornale. la nuova, si chiama così, quotidiano di informazione locale, qualche migliaio di copie distribuite a fedelissimi lettori. agitando il giornale con le mani il lettore comincia a scalpitare: “pioggia di euro sulla provincia”, ripetendo la frase in un crescendo di indignazione. a lui si avvicina l’altro, che letto il titolo ripete: “pioggia di euro… ma comm s fà”.

e un po’ mi lascio andare a pensieri sul ruolo dell’informazione, sulla sua capacità di influire sui pensieri, sul vissuto, sulle decisioni della gente. penso al programma di santoro di ieri sera. ad alcuni titoli. ad alcuni giornali. ad alcuni colleghi. e poi lascio che è arrivato il mio turno. e certi doveri a volte surclassano tutto il resto.

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foligno. una specie di diario di viaggio

aprile 25th, 2012 § Lascia un commento

“juventino, vingemo stasera?”. stazione di foligno. un tipo da bar, da tuta e mocassino su calzino bianco, si rivolge così ad un più altolocato avventore, da festa vestito, con braccio infrecciato a truccatissima consorte. “certo che vinciamo”, dice più composto, “l’avevo detto anche con la roma e la lazio”. “me fido dottò”.

il passeggio del giorno di festa richiama tutti al centro del paese. seguo la folla e mi immergo. non troppo in apnea, ma quelli che serve per notare il ragazzo che saluta tutti, passanti e commercianti che magari lo hanno visto crescere, e ora lo vedono camminare abbracciato ad una ragazza. e io sento il tempo che scorre, le stagioni, meccanismi che si ripetono da decenni e più.

vedo il politico che esce dal palazzo comunale, s.p.q.f., che non so bene cosa significhi e riununcio all’intuizione più ovvia. lo vedo al lavoro in un giorno di festa, con la mazzetta sotto il braccio, i giornali locali che fanno capolino, e poi mentre scambia parole e strette di mano con un capannello che gli è subito formato intorno. un genuino, o ingenuo, spot elettorale..

vedo le banche, che qui hanno la forma dei caveau. monoliti di cemento come quelli della cassa di risparmio, di unicredit, e giù di lì. brutte strutture per istituti già antipatici. blocchi grigi kubrikiani che sembrano oler sfidare il tempo, e l’usura.

un’ora può anche essere sufficiente per respirare lo spirito di una città.

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Avetrana, qui non è(ra) Hollywood

marzo 29th, 2012 § Lascia un commento

Lo so, sette minuti sono tanti. E gestirli in video, vi assicuro, non è semplice. Non per me almeno. Qualcosa di molto meno decente sarebbe uscito da Avid senza l’aiuto di Davide Lessi, Edoardo Malvenuti, Eliano Rossi e Stefano Rizzato.

Menzione speciale per Nicolò Gerbelli, che mi ha suggerito le musiche. Un grande, amico da sempre. Per il resto, oh, mi pare di aver detto pure troppo.

Un comune del tarantino diventato scenografia, e una vicenda tragica sceneggiatura. Tutto dato in pasto ai media. Alle televisioni. Ad Avetrana poi si è creata l’onda perfetta, perché i protagonisti si sono comportati da subito come personaggi in cerca di autore, di giornalisti e di telecamere. Una storia in cui il piano della realtà e quello della rappresentazione si sono confusi da subito, e il cui epilogo è ancora da scrivere. Qui va in scena il più grosso serial televisivo andato in onda su tutte le tv italiane.

Un video realizzato dalla Scuola di giornalismo Walter Tobagi di Milano per il concorso nazionale bandito dall’ Ordine dei giornalisti “Caso Scazzi, cronaca o spettacolarizzazione”. (2012)

Avetrana, qui non è(ra) Hollywood

Un occhio nella piramide e Anonymous attacca il sito del governo greco.

febbraio 23rd, 2012 § Lascia un commento

http://www.ministryofjustice.gr/ web site under costruction. o meglio recostruction perché era da togliere la home page disegnata dagli anonyous per il ministero greco. eccola qui

i loro simboli fiancheggiano il triangolo massonico con l’occhio al centro. non è che è lì a caso. il riferimento, manco tropo velato, è al governo che regge atene, quello che è zampillato dalle poltrone di bruxelles, quello dei banchieri, di morgan stanley e goldman sachs, e tutto il resto delle cazzate che ci hanno abituato a sentire nel crogiolo di complotti che sembrerebbero mettere in ginocchio il mondo intero, sacrificato alle logiche più alte del profitto, dell’avidità, e del nuovo ordine mondiale.

anonymous è nato che era figo. cioè a me piaceva. pirata, anarchico, libertario. ma poi si è arreso alla logica della massoneria. cioè quella logica che si serve del concetto di massoneria per spiegare tutto ciò che nelle cose è oscuro. in questo caso le banche, l’economia, la finanza.  perché è di questo che si tratta quasi sempre. quello che non si comprende è il pericolo. come chi è silenzioso nei gruppi è una minaccia al gruppo. la logica è la stessa. e credo che possa essere applicata anche in questo caso.

questo è quello che il gruppo ha scritto sulla home del governo greco

Following the arrest of three young Anonymous hackers in Greece, the collective has attacked again the website of the Ministry of Justice, defacing its homepage.

“The Republic in Greece has died. He died while a government that has not been elected by the people. And for this reason that the time for discussion came and went. Not negotiating anything with any of those who murdered it. You can hunt as you like, you can even capture some of us, in your attempt to silence us. But for every one that will capture 3 others will spring up. There are 5 or 10 or 100.”

dall’altra parte, tarant nuestr

gennaio 23rd, 2012 § Lascia un commento

taranto, dieci gennaio duemiladodici. dall’altra parte della città va in scena la prima puntata del processo misseri. dall’altra parte. telecamere e giornalisti di tutt’italia seguono il dibattimento. qui, il porto circondato dai fumi dell’ilva. qui, le navi abbandonate, le case diroccate, il degrado di una città strozzata dal sogno fallito dell’industria pesante, del metallo, dell’acciaio. la magna grecia è lo splendore del passato. il presente è la paura che non ci sia un futuro.

troppo rischiosi i titoli di stato inglesi? la Cina allora si compra il Tamigi

gennaio 22nd, 2012 § Lascia un commento

Facciamo un post a mo di sillogismo.

1) la banca centrale cinese sta subendo una diminuzione del valore delle riserve proprie a causa della caduta del valore di dollaro ed euro rispetto al renminbi e alla diminuzione delle esportazioni. Attualmente si stima che la Cina possieda 3.200 miliardi di dollari in riserve: una somma equivalente a tutto il debito sovrano di Italia, Spagna e Portogallo. La Banca Popolare Cinese potrebbe quindi aver riflettuto sul fatto che rispondere alla FED e alla BCE con forti aumenti di offerta di moneta può aiutare solo in piccola parte una ripresa delle esportazioni cinesi. In un contesto di calo della domanda globale, solo un ribasso molto forte del renminbi potrebbe avere un effetto apprezzabile, ma a costo di assumersi un rischio valutario molto elevato. (Linkiesta.it)

2) La Gran Bretagna è il paese più indebitato al mondo testa a testa con il Giappone. Lo sostiene l’ultimo rapporto, fresco di stampa, del McKinsey Global Institute (www.mckinsey.com) dedicato al faticoso, lento (troppo lento) risveglio dalla sbornia del debito (deleveraging in gergo tecnico). Sì, proprio, la perfida Albione non la gaudente Italia. Non solo, la Gran Bretagna sta entrando in recessione, ha una inflazione doppia rispetto a quella italiana, la disoccupazione (all’8,4%) sale, il deficit pubblico è al 9%, il peggiore d’Europa, il sistema bancario è ancora instabile nonostante l’intervento pubblico, la City licenzia, negli ultimi dieci anni ha perso quote sul mercato mondiale, molto più dell’Italia. Ma Londra resta un paradiso sicuro per i capitali che affluiscono copiosi e i bond pubblici non hanno problemi ad essere venduto al 2%. (firstonline.info)

3) La China Investment Corporation, fondo sovrano di Pechino dotato di un portafoglio di 410 miliardi di dollari, ha comprato una partecipazione dell’8,68 per cento in Thames Water, la holding che controlla il sistema idrico che serve la capitale britannica. Si tratta della più grande compagnia dell’oro blu delle dieci accreditate tra Inghilterra e Galles: la Thames Water infatti gestisce le fognature di 14 milioni di clienti e le forniture di acqua per altri 8 tra Londra e la valle del fiume. China Investment Corp. said Friday it has acquired a minority stake in a U.K. utility, as the country’s $410 billion sovereign-wealth fund seeks to diversify its portfolio into infrastructure development overseas. CIC purchased about 8.7% of Thames Water, a closely held utility responsible for the public water supply in London, for an undisclosed amount, according to the fund. (Wall Street Journal)

Vi torna tutto?

La pornoattrice cerca nuove posizioni: la poltrona del sindaco di Taranto

gennaio 10th, 2012 § Lascia un commento

Nel giorno del processo Misseri, delle proteste contro l’ilva, delle grandi piroette del circo mediatico sulla corda sospesa della dignità umana, un’altra bomba sulla Magna Grecia. Una bomba sexi. La super diva portno Amandha Fox si vuole candidarsi a sindaco di Taranto. Il suo amore per la città è simboleggiato dalla foto che utilizzerà per la sua campagna elettorale. Un fotomontaggio.

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